Quantum Space — Supremazia, utilità, vantaggio: tre parole che non significano la stessa cosa
"Supremazia quantistica", "utilità", "vantaggio": termini spesso usati come sinonimi, ma con significati precisi e diversi. Distinguerli è il modo migliore per separare i progressi reali dall'hype.

Quantum Space è il programma di approfondimento di Class CNBC dedicato al calcolo quantistico, in onda ogni martedì, condotto dal giornalista Emerick De Narda con Pierpaolo Marturano come esperto fisso e ideatore dei contenuti. In una puntata con ospite il dottor Federico Mattei, IBM Quantum Ambassador, abbiamo messo ordine in tre parole che la stampa usa spesso come sinonimi, ma che significano cose molto diverse.
Tre tappe, tre soglie
La supremazia quantistica (Google, 2019) fu un risultato puramente dimostrativo: un computer quantistico più veloce di qualsiasi macchina classica su un compito specifico, ma privo di valore pratico. L'utilità quantistica (IBM, 2023) ha alzato l'asticella: eseguire circuiti scientificamente utili che superano i limiti della simulazione classica — non necessariamente più veloci, ma davvero utili. Il vantaggio quantistico, l'obiettivo attuale, è più esigente: risolvere un problema in modo più accurato ed efficiente del classico, con un risultato rigorosamente verificabile. IBM punta a dimostrarne i primi casi entro la fine del 2026.
Non "quantum contro classico", ma insieme
La parola chiave è integrazione. L'architettura che si sta affermando è il supercalcolo a centralità quantistica: il processore quantistico (QPU) non sostituisce il supercomputer, ci lavora accanto. Lo mostra il caso in cui RIKEN, con il supercomputer Fugaku e un processore IBM, ha simulato un complesso ferro-zolfo affiancando la potenza quantistica a oltre 150.000 nodi classici. Distinguere supremazia, utilità e vantaggio non è pedanteria: è l'unico modo per giudicare con onestà a che punto siamo davvero.