Quantum Space — Pochi e costosi: la scarsità dei computer quantistici e come affrontarla
Nel mondo ci sono forse 50-70 computer quantistici accessibili, contro 11.000 data center classici. Capire questa scarsità — e i suoi costi — è il primo filtro contro il "quantum washing".

Quantum Space è il programma di approfondimento di Class CNBC dedicato al calcolo quantistico, in onda ogni martedì, condotto dal giornalista Emerick De Narda con Pierpaolo Marturano come esperto fisso e ideatore dei contenuti.
Si parla tanto di rivoluzione quantistica, ma una puntata ha messo i piedi per terra con un dato sorprendente: nel mondo ci sono forse 50-70 computer quantistici realmente accessibili, contro circa 11.000 data center classici. Un rapporto di uno a duecento. Il calcolo quantistico, oggi, è una risorsa scarsa.
Quanto costa un minuto di quantum
La scarsità si riflette nei prezzi e nei modelli di accesso, tutti via cloud. I listini di IBM Quantum vanno, a seconda della formula, da circa 96 dollari al minuto (pay-as-you-go) a tariffe premium che presuppongono impegni annuali nell'ordine delle centinaia di migliaia di dollari. Su Amazon Braket si paga per "task" e per ogni singolo "shot" del calcolo. A ciò si aggiungono code che possono durare ore e cicli di calibrazione che riducono il tempo realmente utile.
Il filtro contro il "quantum washing"
Da qui una domanda di metodo: questo problema merita il quantum? Tre criteri aiutano a rispondere — complessità intrinsecamente esponenziale, esistenza di un algoritmo quantistico con vantaggio dimostrato, valore di business che giustifichi il costo. È il miglior antidoto al "quantum washing", l'uso del termine "quantistico" come trovata di marketing senza un vero vantaggio. La scarsità, in fondo, è anche un filtro naturale: separa i pochi problemi ad alto valore dalle promesse gonfiate. Per l'Italia, intanto, un segnale concreto è la macchina di Pasqal ospitata al CINECA, integrata con il supercomputer Leonardo.