Plugin malevoli rubano le chiavi delle AI: il nuovo bersaglio è chi sviluppa
Quindici estensioni nascoste in un marketplace ufficiale esfiltravano le credenziali dei servizi di intelligenza artificiale. Un attacco alla catena di chi scrive software.

Per anni il bottino degli attacchi alla catena di sviluppo software sono stati i token cloud, le credenziali dei repository, i segreti dei sistemi di build. Ora c'è una nuova preda: le chiavi API dei servizi di intelligenza artificiale. Lo dimostra la scoperta resa pubblica il 16 giugno 2026 dai ricercatori di Aikido Security, che hanno individuato quindici plugin malevoli nel Marketplace di JetBrains, distribuiti da sette account venditori e capaci di accumulare circa 70.000 installazioni complessive prima di essere fermati.
Strumenti che fanno il loro lavoro, e qualcosa in più
La caratteristica più insidiosa di questa campagna è che i plugin funzionavano davvero come pubblicizzato. Un assistente AI integrato nell'IDE faceva esattamente ciò che l'utente si aspettava, senza segnali evidenti di compromissione. Ma nel momento in cui lo sviluppatore inseriva le proprie credenziali e cliccava su "Apply", i plugin esfiltravano le chiavi API dei principali provider di AI, OpenAI, DeepSeek e SiliconFlow, inviandole via HTTP verso un server codificato direttamente nel software.
I due plugin più diffusi, "DeepSeek AI Assist" con 27.727 installazioni e "CodeGPT AI Assistant" con 25.571, sfruttavano nomi familiari per ispirare fiducia. Alcuni andavano oltre il semplice furto: rivendevano agli utenti un livello a pagamento di chiavi "funzionanti", trasformando le credenziali rubate in un mercato secondario.
Le credenziali dei servizi AI sono diventate il nuovo bottino, e l'IDE dello sviluppatore il nuovo terreno di caccia.
Una campagna paziente e prolungata
Non si è trattato di un colpo isolato. I primi plugin sono stati pubblicati a ottobre 2025, e nuovi esemplari hanno continuato a comparire fino al 10 giugno 2026: oltre otto mesi di presenza attiva nel Marketplace ufficiale. Questa persistenza racconta molto della strategia degli attaccanti, che hanno scelto di mimetizzarsi nell'ecosistema legittimo invece di colpire e sparire.
Il perimetro si è spostato
La risposta di JetBrains è stata netta: rimozione di tutti i plugin e chiusura degli account coinvolti. Ma l'episodio segnala un cambiamento di fondo. Man mano che le chiavi API dei modelli di linguaggio diventano centrali nel lavoro quotidiano di chi sviluppa, acquistano lo stesso valore che un tempo avevano le password dei server. E come ogni risorsa preziosa, attirano chi è disposto a costruire infrastrutture intere, e attese di mesi, per impadronirsene. Per chi scrive software, la lezione è chiara: anche lo strumento che vive dentro l'editor merita la stessa diffidenza riservata a qualsiasi altra dipendenza esterna.
