Metano su una cometa interstellare: il James Webb svela la chimica di 3I/ATLAS

Per la prima volta viene rilevato metano su un oggetto arrivato da un altro sistema stellare. La sua composizione racconta un'origine diversa dalle comete di casa nostra.

Cometa interstellare osservata dallo spazio
Cometa interstellare osservata dallo spazio

Ogni tanto, dallo spazio profondo, arriva un visitatore che non appartiene al nostro Sistema solare. 3I/ATLAS è uno di questi: una cometa interstellare, espulsa da un altro sistema stellare e di passaggio dalle nostre parti. Ora il telescopio spaziale James Webb ne ha analizzato la composizione, con un risultato annunciato a inizio giugno e pubblicato su una rivista astronomica.

Il primo metano su un oggetto interstellare

Lo strumento a infrarossi del telescopio ha osservato la cometa nel dicembre 2025, mentre si allontanava di nuovo verso lo spazio, e vi ha individuato metano: secondo i ricercatori, il primo rilevamento di questa molecola su un oggetto interstellare. Il dato più interessante è il rapporto tra metano e acqua, più alto di quanto si osservi di norma nelle comete del Sistema solare. Una differenza che suggerisce un ambiente di formazione diverso dal nostro.

Il rapporto tra metano e acqua è più alto di quanto si osservi di norma nelle comete del Sistema solare: un ambiente di formazione diverso dal nostro.

Perché era rimasto nascosto

C'è anche una spiegazione elegante del perché il metano non fosse stato visto prima: in avvicinamento era sepolto sotto il ghiaccio superficiale, e si è liberato solo vicino al punto di massimo avvicinamento al Sole, quando il calore lo ha fatto sublimare. Oggetti come 3I/ATLAS sono preziosi proprio per questo: sono campioni gratuiti della chimica di un altro sistema planetario, recapitati fin dentro il nostro.

In sintesi Il James Webb ha osservato la cometa interstellare 3I/ATLAS nel dicembre 2025 con il suo strumento a infrarossi, rilevando metano per la prima volta su un oggetto interstellare. Il rapporto metano-acqua, più alto del solito rispetto alle comete del Sistema solare, indica un'origine diversa dalla nostra; la molecola, sepolta sotto il ghiaccio in avvicinamento, si è liberata vicino al punto di massimo avvicinamento al Sole.
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