Helios validato da un laboratorio nazionale: 98 qubit a ioni con fedeltà oltre il 99,9%
Non è l'azienda a dichiararlo, ma i Sandia National Laboratories: le prestazioni del sistema a ioni intrappolati di Quantinuum sono tra le migliori mai confermate da terzi.

Una validazione che non arriva dall'azienda
Nel calcolo quantistico i numeri sulle prestazioni sono spesso annunciati dalle aziende stesse, ed è difficile per chi sta fuori verificarli. Per questo conta che a misurare le qualità di Helios, il sistema a 98 qubit a ioni intrappolati di Quantinuum, siano stati i Sandia National Laboratories, un laboratorio federale statunitense, con risultati pubblicati su Nature intorno al 18 giugno.
La differenza non è formale. Quando a certificare le prestazioni è un soggetto terzo, e per giunta un laboratorio nazionale, le cifre escono dal terreno della comunicazione aziendale ed entrano in quello della scienza verificabile. È questo passaggio, più ancora del singolo dato, a dare peso al risultato.
Le fedeltà confermate sono tra le migliori mai validate da un soggetto terzo.
Perché le fedeltà contano
Le fedeltà confermate sono tra le migliori mai validate da un soggetto terzo: 99,9975% per le operazioni a singolo qubit, 99,921% per quelle a due qubit — le più difficili — e 99,967% per le fasi di preparazione e lettura dello stato. Sono cifre che contano perché ogni operazione introduce un piccolo errore, e in un calcolo lungo gli errori si moltiplicano: più la fedeltà è vicina al 100%, più lunghi e affidabili sono i programmi eseguibili.
È qui che si gioca la sostanza della scommessa: non basta avere molti qubit, serve che ciascuna operazione sbagli il meno possibile. Una frazione di punto percentuale in più, ripetuta migliaia di volte, decide tra un programma che resta coerente e uno che si dissolve nel rumore.
Due strade verso la stessa meta
Il lavoro è nato all'interno di un accordo di collaborazione tra Quantinuum e Sandia rinnovato a maggio. La validazione indipendente rafforza la posizione della tecnologia a ioni intrappolati nella gara con i qubit superconduttori, l'approccio scelto invece da IBM e Google: due strade diverse verso la stessa meta, un computer quantistico abbastanza affidabile da essere utile.


