"FortiBleed": credenziali esposte per 74.000 firewall Fortinet in tutto il mondo
Un ricercatore ha documentato una campagna che ha sottratto le credenziali VPN di decine di migliaia di firewall aziendali, sfruttando vecchi hash deboli. Tra i nomi citati, grandi multinazionali.

Il firewall è la porta blindata di una rete aziendale. Quando le sue chiavi finiscono in mani sbagliate, l'intera difesa vacilla. Il 18 giugno il ricercatore di sicurezza Volodymyr Diachenko ha reso pubblica una campagna — battezzata "FortiBleed" — che ha esposto le credenziali di accesso di circa 74.000 firewall Fortinet FortiGate in 194 Paesi.
L'attacco non ha sfruttato una falla nuova, ma una debolezza vecchia: gli aggressori hanno violato i vecchi hash SHA-256 con cui erano protette le password delle configurazioni VPN, usando un cluster di GPU e attingendo a credenziali già trapelate in violazioni precedenti e ai log dei malware "infostealer". Si parla di oltre un miliardo di tentativi contro centinaia di migliaia di obiettivi. Nei dati comparirebbero nomi di grandi gruppi internazionali — da AT&T a Mercedes-Benz, da Accenture a Samsung e Siemens — e le credenziali sarebbero in vendita nei forum clandestini.
Una precisazione doverosa: si tratta di un'esposizione di credenziali, non della compromissione confermata di tutti quei dispositivi; al momento della pubblicazione Fortinet non aveva commentato. Ma il caso ribadisce due lezioni elementari: gli algoritmi crittografici invecchiano e vanno aggiornati, e le password riutilizzate o rubate altrove restano il grimaldello più efficace. La difesa, qui, passa da autenticazione a più fattori, rotazione delle credenziali e dismissione di ciò che è obsoleto.
