Arriva Android 17: più AI, schermi adattivi e funzioni che i telefoni più vecchi non vedranno
Google ha rilasciato la nuova versione del suo sistema operativo, la più orientata all'AI di sempre. Ma la funzione di punta, l'assistente che agisce al posto tuo, richiede hardware recente e lascia indietro i modelli più datati.

Il 16 giugno Google ha rilasciato la versione stabile di Android 17, distribuendola sui dispositivi Pixel. È, nelle parole dell'azienda, la versione più orientata all'intelligenza artificiale di sempre, ma porta anche un cambio di filosofia per gli sviluppatori: lo standard diventa "adaptive-first", con la ridimensionabilità obbligatoria delle app su schermi grandi — pieghevoli, tablet, desktop e visori.
Sul fronte delle funzioni quotidiane arrivano le "App Bubbles" per il multitasking, controlli più granulari sui permessi di localizzazione, widget personalizzati e l'interoperabilità con AirDrop di Apple. Ma la novità di punta è Gemini Intelligence, l'assistente capace di completare compiti in autonomia, a mani libere: richiede però una versione recente del modello on-device e quindi hardware aggiornato, lasciando fuori i Pixel più datati.
È un copione che si ripete: le funzioni AI più avanzate scendono sul dispositivo, ma proprio perché girano in locale chiedono chip capaci, creando una frattura tra chi ha il telefono giusto e chi no. Per chi sviluppa app, intanto, il messaggio è chiaro: progettare per un'unica dimensione di schermo non basta più.