Nasce Anderon: gli USA finanziano la prima fonderia di chip quantistici d'America

IBM e il Dipartimento del Commercio danno vita a una fonderia dedicata ai chip quantistici ad Albany. È il tassello di una scommessa federale da oltre due miliardi, con lo Stato che entra nel capitale delle aziende.

Fonderia di wafer per chip quantistici
Fonderia di wafer per chip quantistici

C'è un punto in cui la corsa al calcolo quantistico smette di essere una questione di laboratorio e diventa politica industriale. Quel punto ora ha un nome e un indirizzo: Anderon, ad Albany, nello Stato di New York. Il 21 maggio IBM e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti hanno annunciato la nascita della prima fonderia americana costruita appositamente per fabbricare i chip dei computer quantistici. Non un altro prototipo da mostrare a una conferenza, ma un impianto industriale — e una scommessa pubblica da miliardi.

Una fonderia per i chip più difficili del mondo

Costruire un processore quantistico è oggi un'impresa quasi artigianale: ogni azienda fabbrica i propri chip in piccole quantità, con processi su misura e rese imprevedibili. Anderon nasce per cambiare questa logica. Sarà un'azienda autonoma, scorporata da IBM, e gestirà una linea di produzione su wafer da 300 millimetri — lo stesso formato standard dell'industria dei semiconduttori classici. All'inizio si concentrerà sui qubit superconduttori, la tecnologia su cui puntano IBM e Google, per poi allargarsi ad altre architetture.

La scelta strategica più importante, però, è un'altra: Anderon sarà una fonderia pure-play. Non lavorerà soltanto per IBM, ma fabbricherà chip per più aziende quantistiche nel mondo, esattamente come TSMC fa con i processori tradizionali per mezzo pianeta. È il segnale che il settore sta maturando: quando nasce una fonderia condivisa, vuol dire che la domanda di chip non è più soltanto sperimentale.

Per la prima volta gli Stati Uniti non si limitano a finanziare la ricerca quantistica: ne diventano azionisti.

Due miliardi e nove scommesse

Anderon è la punta di un'operazione molto più ampia. Lo stesso 21 maggio il Dipartimento del Commercio ha firmato nove lettere d'intenti per un totale di 2,013 miliardi di dollari, a favore di due fonderie e sette aziende di calcolo quantistico. IBM riceve 1 miliardo dal CHIPS and Science Act — la legge con cui Washington finanzia il rientro in patria della produzione di chip — e ci mette di tasca propria un altro miliardo, più proprietà intellettuale, impianti e personale.

La condizione, inusuale per gli standard americani, è che in cambio lo Stato acquisisca una quota di minoranza, non di controllo, in ciascuna delle aziende finanziate. È lo stesso schema applicato di recente ad altri settori strategici, dai semiconduttori alle terre rare. Il governo, in sostanza, non regala incentivi: investe e si siede nel capitale.

I numeri
  • 2,013 miliardi di $ il pacchetto complessivo, in 9 lettere d'intenti
  • 1 mld dal CHIPS Act + 1 mld da IBM per la sola Anderon
  • 375 milioni di $ a GlobalFoundries, la seconda fonderia
  • ~100 milioni a testa ad Atom Computing, D-Wave, Infleqtion, PsiQuantum, Quantinuum e Rigetti
  • Quota pubblica di minoranza in ogni azienda finanziata

Perché serve una fonderia: la roadmap di IBM

Una fonderia ha senso solo se c'è qualcosa da produrre in serie, e IBM ha le idee chiare. Il suo chip Nighthawk porta a 120 i qubit collegati da accoppiatori regolabili, permettendo circuiti più complessi a parità di errori. Un secondo processore sperimentale, Loon, contiene tutti i mattoni della correzione d'errore — il meccanismo che impedisce a un calcolo lungo di essere travolto dal rumore.

L'obiettivo finale ha anch'esso un nome: Starling, una macchina a tolleranza di guasto attesa entro il 2029, con circa 200 qubit logici e oltre cento milioni di operazioni. Senza un impianto capace di fabbricare quei chip in modo affidabile e ripetibile, questa tabella di marcia resterebbe sulla carta. Anderon è il pezzo mancante tra la promessa e il prodotto.

La posta in gioco

Dietro la mossa c'è una posta che va oltre la tecnologia. Il calcolo quantistico, quando sarà maturo, toccherà la crittografia, la chimica, i materiali, la finanza: capacità che gli Stati hanno deciso di considerare strategiche quanto i microchip o l'energia. Per Washington, riportare in casa la produzione e legarsi al destino delle aziende che la guidano è insieme politica industriale e sicurezza nazionale.

Resta una domanda aperta, di metodo: uno Stato azionista delle proprie imprese tecnologiche è un acceleratore o un'ingerenza? La risposta arriverà negli anni. Per ora una cosa è certa: la corsa al quantum non si gioca più solo nei laboratori, ma nelle fonderie — e gli Stati Uniti hanno appena costruito la loro.

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